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La menta campestre (Mentha arvensis L., 1753) è una pianta perenne della famiglia delle Lamiacee.
Etimologia
Il nome generico (Mentha) per una pianta è stato usato per la prima volta dal naturalista romano Gaio Plinio Secondo (23 – 79), e deriva dal greco "Myntha", nome di una ninfa dei fiumi, figlia del dio Cocito, trasformata in un'erba da Persefone perché amante di Dite.
L'epiteto specifico (arvensis) deriva da "arvus" e indica un habitat campestre (o "dei campi").
Il nome scientifico della specie è stato definito da Linneo (1707 – 1778) nella pubblicazione "Species Plantarum - 2: 577" del 1753.
Descrizione
Queste piante arrivano ad una altezza di 10 – 60 cm. La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia in generale sono piante erbacee, a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e sono dotate di un asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Tutte le parti delle piante sono fortemente aromatiche (odore acre-dolciastro di menta), ma con sfumature anche significative tra specie e specie. Le sostanze aromatiche (oli eterei) sono contenute all'interno di peli ghiandolari.
Radici
Le radici sono secondarie da rizoma.
Fusto
- Parte ipogea: la parte sotterranea è un rizoma strisciante superficiale e chiaro (quasi bianco).
- Parte epigea: la parte aerea del fusto è prostrata o ascendente con superficie irsuta, fogliosa fino all'apice e violacea nella parte basale. Il fusto ha una sezione quadrangolare a causa della presenza di fasci di collenchima posti nei quattro vertici, mentre le quattro facce sono concave. Il fusto termina con un ciuffo di foglie, oppure con un glomerulo di fiori.
Foglie
Le foglie sono brevemente picciolate e sono disposte in verticilli alternati a 2 a 2 in modo opposto. La lamina ha delle forme da ellittico-lanceolate a largamente ovate con apice acuto, bordi dentati o crenati e superficie tomentosa (anche con ghiandole punteggiate). Le stipole sono assenti. Dimensione delle foglie: larghezza 1 – 3 cm; lunghezza 2 – 5 cm. Lunghezza del picciolo: 10 mm.
Infiorescenza
Le infiorescenze sono dei spicastri (o verticillastri cimosi subglobosi) allungati e distanziati, intercalati da 2 foglie normali opposte alla base del verticillo. Diametro del verticillo fiorale: 1,5 cm.
Fiore
I fiori sono ermafroditi, zigomorfi, tetrameri (4-ciclici), ossia con quattro verticilli (calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (5-meri: la corolla e il calice - il perianzio - sono a 5 parti). I fiori sono proterandri (protezione contro l'autoimpollinazione). Lunghezza del fiore: 4 – 6 mm.
- X, K (5), [C (2+3), A 2+2] G (2), (supero), drupa, 4 nucule
- Il calice del fiore, persistente e accrescente alla fruttificazione, è del tipo gamosepalo e più o meno attinomorfo con forme coniche-campanulate e terminate con 5 denti triangolari allargati e più o meno uguali. La superficie del calice, pubescente, è percorsa da una decina di nervature longitudinali. Le fauci sono più o meno villose. Lunghezza del calice: 1,5 - 2,5 mm.
- La corolla, gamopetala e subattinomorfa, termina con 4 lobi (due petali sono fusi in un solo lobo) patenti e poco distinguibili uno dall'altro con bordi smarginati. Il tubo è subcilindrico (non gibboso) e buona parte di esso è ricoperto dal calice. La superficie è pelosa. Il colore è roseo o lilla. Lunghezza della corolla: 4 - 4,5 mm.
- Androceo: gli stami sono quattro (manca il mediano, il quinto) didinami con il paio anteriore più lungo, sono visibili e molto sporgenti; gli stami sono tutti fertili. I filamenti sono glabri (e nudi). Le antere, oscillanti, hanno forme da ellissoidi a ovato-oblunghe, mentre le teche si presentano parallele e distinte. I granuli pollinici sono del tipo tricolpato o esacolpato.
- Gineceo: l'ovario è più o meno supero (o semi-infero) formato da due carpelli saldati (ovario bicarpellare) ed è 4-loculare per la presenza di falsi setti divisori all'interno dei due carpelli. La placentazione è assile. Gli ovuli sono 4 (uno per ogni presunto loculo), hanno un tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule). Lo stilo inserito alla base dell'ovario (stilo ginobasico) è del tipo filiforme. Lo stigma è bifido con corti lobi subuguali. Il nettario è un disco più o meno simmetrico alla base dell'ovario ed è ricco di nettare.
- Fioritura: fiorisce nel periodo che va da giugno a ottobre.
Frutti
Il frutto è uno schizocarpo composto da 4 nucule (tetrachenio) con forme globose da ovoidi a cilindroidi con la superficie da liscia a rugosa. La deiscenza è basale o laterale. Dimensione delle nucule: 1 x 1 mm.
Biologia
Riproduzione
Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti, i prevalenza ditteri, più raramente imenotteri e lepidotteri (impollinazione entomogama).
La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria). I semi hanno una appendice oleosa ricca di grassi, proteine e zuccheri (elaiosoma) che attrae le formiche durante i loro spostamenti alla ricerca di cibo.
Distribuzione e habitat
- Distribuzione: il tipo corologico (area di origine) è Circumboreale o anche Eurosiberiano / Nord Americano.
Questa specie è comune al Nord dell'Italia; al Centro e al Sud ha una distribuzione discontinua. Fuori dall'Italia, sempre nelle Alpi, questa specie si trova in Francia (dipartimenti di Alpes-Maritimes, Savoia e Alta Savoia), Svizzera (tutti i cantoni), Austria (tutti i Länder) e Slovenia. Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nella Foresta Nera, Vosgi, Massiccio del Giura, Massiccio Centrale, Pirenei, Monti Balcani e Carpazi. Nel resto dell'Europa si trova ovunque, compresa l'Anatolia e la Transcaucasia.
- Habitat: l'habitat tipico per questa specie sono gli incolti, i prati umidi e i campi. Il substrato preferito è siliceo/calcareo ma anche siliceo con pH acido, alti valori nutrizionali del terreno che deve essere mediamente umido.
- Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 1600 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare, montano e in parte quello subalpino (oltre a quello planiziale – a livello del mare).
Fitosociologia
Areale alpino
Dal punto di vista fitosociologico alpino Mentha arvensis appartiene alla seguente comunità vegetale:
- Formazione: delle comunità terofitiche pioniere nitrofile
- Classe: Stellarietea mediae
- Ordine: Centaureetalia cyani
Areale italiano
Per l'areale completo italiano Mentha arvensis appartiene tra le altre alla seguente comunità vegetale:
- Macrotipologia: vegetazione anfibia di fiumi, sorgenti e paludi.
- Classe: Phragmito australis-magnocaricetea elatae Klika in Klika & Novák 1941
- Ordine: Phragmitetalia australis Koch 1926
- Alleanza: Phragmition communis Koch 1926
- Suballeanza: Phragmitenion communis Rivas-Martínez in Rivas-Martínez, Costa, Castroviejo & E. Valdés 1980
Descrizione: la suballeanza Phragmitenion communis è relativa a vegetazione costituita da graminacee alte, sensibili ai periodi di emersione e comprende tutte le associazioni che sono strettamente legate ad ambienti di acqua dolce, distinguendosi quindi da altre suballeanza come Scirpenion maritimi relative a comunità di ambienti salmastri. Questa associazione è potenzialmente distribuita su tutto il territorio italiano. Inoltre è caratterizzata da una certa ricchezza floristica, ma sono presenti anche popolamenti monospecifici, caratterizzati da individui che si riproducono per via vegetativa. Le cenosi del Phragmitenion communis colonizzano le aree marginali dei sistemi di acqua dolce italiani; sono quindi tipici delle zone prossime alla costa dei laghi, alle rive dei fiumi e delle aree umide ad essi limitrofi.
Specie presenti nell'associazione: Lythrum salicaria, Lycopus europaeus, Calystegia sepium, Agrostis stolonifera, Bidens frondosa, Bidens tripartita,
Mentha aquatica, Schoenoplectus lacustris, Alisma plantago-aquatica, Veronica anagallis-aquatica, Sparganium erectum, Typha latifolia, Phalaris arundinacea, Glyceria maxima.
Altre alleanze per questa specie sono:
Tassonomia
La famiglia delle Lamiacee comprende circa 220 generi e quasi 7000 specie. La famiglia è suddivisa in 12 sottofamiglie: il genere Mentha fa parte della sottofamiglia Nepetoideae (tribù Mentheae, sottotribù Menthinae).
All'interno del genere, relativamente alle specie della flora spontanea italiana, la Mentha arvensis è descritta all'interno della sezione Verticillatae caratterizzata da un calice quasi regolare, una corolla non gibbosa (con calice e corolla entrambi pelosi) e infiorescenze formate da verticillastri tutti ascellari e asse terminante da un ciuffo di foglie.
Il numero cromosomico di M. arvensis è: 2n = 36 e 72.
Ibridi
Sono stati descritti i seguenti ibridi interspecifici (o nothospecie):
- Mentha × carinthiaca Host (M. arvensis × M. suaveolens)
- Mentha × dalmatica Tausch (M. arvensis × M. longifolia)
- Mentha × gracilis Sole (M. arvensis × M. spicata)
- Mentha × verticillata L. (M. aquatica × M. arvensis)
- Mentha × villosa Huds. (M. aquatica × M. arvensis)
- Mentha × wirtgeniana F.W.Schultz (M. aquatica × M. arvensis × M. spicata)
Sinonimi
L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più comuni:
Specie simili
Le specie principali del genere Mentha, presenti sul territorio italiano, sono abbastanza simili. La tabella seguente mette a confronto alcuni dei caratteri più significativi di queste specie.
Usi
Farmacia
Secondo la medicina popolare questa pianta ha le seguenti proprietà medicamentose:
- antiflogistico (guarisce dagli stati infiammatori);
- antisettica (proprietà di impedire o rallentare lo sviluppo dei microbi);
- antispasmodica (attenua gli spasmi muscolari, e rilassa anche il sistema nervoso);
- carminativa (favorisce la fuoriuscita dei gas intestinali);
- diaforetica (agevola la traspirazione cutanea);
- emetica (utile in caso di avvelenamento in quanto provoca il vomito);
- febbrifuga (abbassa la temperatura corporea);
- galattogoga (aumenta la secrezione lattea);
- stimolante (rinvigorisce e attiva il sistema nervoso e vascolare);
- stomachica (agevola la funzione digestiva).
Cucina
Le parti edibili sono le foglie (crude o cotte) con le quali si può fare un infuso, oppure possono essere usate come condimento o spezia.
Note
Bibliografia
Altri progetti
- Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Mentha arvensis
- Wikispecies contiene informazioni su Mentha arvensis
Collegamenti esterni
- Mentha arvensis Catalogazione floristica - Università di Udine
- Mentha arvensis EURO MED - PlantBase Checklist Database
- Mentha arvensis eFloras Database
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